Questo è il mio Breaking Down, cioè come mi immagino e come vorrei continuassero le avventure di Eddy, Bels, Alice, Emmet e co...
1° Capitolo
Un brivido mi percorse il corpo, dentro di me solo il fuoco… bruciavo… sudavo… urlavo…
Sentì una mano fredda poggiarsi su di me, accarezzarmi i capelli, sussurrare parole che mi giunsero incomprensibili in quel momento non riuscivo a distogliere la mia attenzione dal dolore che mi affliggeva.
La mano prese ad accarezzarmi il volto sudaticcio e appiccicoso, io continuavo ad urlare e a dimenarmi, sdraiata in una calma radura nel profondo della notte. Sentì dei passi, più gente era vicina a me, si parlavano ma, ancora una volta, nulla giunse alle mie orecchie.
Dopo ore di dolore e fitte lancinanti, sentii questi placarsi e un gusto orribile prendermi in gola, che era secca e dolorante. Il dolore era ormai passato, ma non quella sensazione di disgusto. Nonostante questo riuscii a concentrarmi sulle voci intorno a me, sulle voci che spezzavano l’aria tesa della radura “
Forse non dovevamo…” era una voce ansiosa ed eccitata allo stesso tempo, poi ne giunse un’altra, arrabbiata e frustrata, una voce che conoscevo fin troppo bene “
Io glielo avevo detto, ora che si fa?! Aspettate! Si è calmata!” lo sentii cingermi il volto con le mani fredde e marmoree, lentamente aprii gli occhi e lo vidi, il suo viso splendente e perfetto come quello di un dio “
E…Ed..Edward..sei tu?” sfoderò quel sorriso ammaliatore che conoscevo e veneravo “
mmm vediamo, luccicante, bello come un dio, nel profondo di un bosco…non saprei prorio”mi scappò una leggera risata ma poi tornò il dolore “
AH!! Che…che…mi è successo?” chiesi con un filo di voce spezzato dal mio respiro pesante.
“
Tutto nella norma” disse lui sorridendo dolcemente “
sei caduta dal burrone!”, io tentai di alzarmi, ma una mano marmorea mi schiacciò la testa contro l’erba alta e verdeggiante “
Bella stai giù!” era la squillante voce di Alice, una delle due “ sorelle” di Edward “
Carlisle sta arrivando con Esme” sussurò delicatamente e dopo poco sentì le foglie intorno a me muoversi velocemente e avvertì un grande spostamento d’aria accanto a me, girai lentamente il viso e mi apparve il fresco volto di Carlisle.
“
Bella” mi sussurrò affettuosamente, sembrava più umano di noi tutti messi assieme “
dovresti stare più attenta…” mi visitò scrutando con attenzione il mio corpo immobile sulla superficie erbosa, sentì qualcosa di calda scivolarmi sul viso e sentii un mugolio sofferente.
“
Edward, porta via Jasper!” esclamò la vocetta di Alice, mi voltai appena e la vidi danzare arrivando al suo amato scompigliandoli giocosamente i capelli e stringendolo in un abbraccio gelido. Il viso di Jasper era segnato dallo sforzo e dall’eccitazione che vedevo bruciare in fondo ai suoi occhi ambrati “
C’è la posso fare….” Esclamò leggermente irritato “
Ormai sono tre anni che conosco Bels e poi ho mangiato ieri sera…” aggiunse.
Edward mi venne vicino e si parò trame e Jasper nonostante lui fosse abbracciato alla folletta aggraziata e non dava nessun cenno di cedimento, stava resistendo per non ferire il suo orgoglio e non deludere la sua famiglia come era già successo il giorno del mio 18° compleanno…
Carlisle sembrava in un altro mondo, non era affatto preoccupato e continuava paziente a cucire le ferite sula mia gamba, non mi faceva male ma mi procurava un leggero pizzicore, lo osservai mentre si chinava e osservava la ferita sulla mia testa, i suoi occhi erano… scuri…. Per un attimo un brivido mi corse lungo la schiena ed evidentemente lui se ne accorse “
Ti ho fatto male Bella?” chiese in tono gentile, lo guardai cercando di rimanere tranquilla “
No…solo… ho un po’ freddo” mentii… mi vergognai d’aver pensato che un uomo come Carlisle potesse… assaggiarmi.
Cercai di rimanermene calma guardandolo armeggiare con ago e filo sulla mia testa.
“
Bene Bella, ho finito!” esclamò felice poi si volto verso il ragazzo più bello del pianeta, no dell’intero sistema solare o meglio dell’universo, il mio amore dalla pelle diafana, dagli occhi a volte neri come la pece e a volte color topazio e dai capelli ramati che si perdevano dolcemente nel vento “
Edward penso che dovrai portarla in spalla, non può reggersi in piedi!” gli disse e il giovane vampiro mi sorrise, io lo guardai affascinata era bello saperlo mio… Cercai di alzarmi “
Ce la faccio… non occore…” mugugnai… Odiavo farmi portare da Edward, correva troppo velocemente e tutte le volte mi sembrava di morire ma, le mie contestazioni furono inutili, in un lampo mi ritrovai su un blocco di ghiaccio che sfrecciava nel bosco.
2 CapitoloCorrevamo o meglio, lui sfrecciava silenzioso nel bosco ed io stretta a lui chiudevo gli occhi, assaporavo il suo profumo che mi veniva gentilmente offerto dal vento, mi stringevo al suo collo freddo come il ghiaccio, duro come il diamante, bianco come la fresca neve di montagna.
Edward strinse le mie mani più forte, e io gli baciai il collo, lo sentii ridere… “
Bella, mancano ancora due giorni di viaggio per raggiungere la città dove vivremo, se continui a baciarmi così non credo che resisterò” sorrisi e smisi di baciarlo anche se avrei voluto continuare in eterno, per me lui era tutto, non mi dispiaceva aver lasciato Charlie e Renèe, perché non mi servivano più, lui era il mio mondo, il dolce mondo dal quale non sarei mai voluta scappare.
Ma perché siamo partiti per l’Alaska?! Beh per saperlo dobbiamo tornare un po’ indietro… circa due mesi fa a casa di Charlie…
Scesi dalla sua volvo grigia, avevo la nausea, lui aveva guidato come un pazzo per non spezzare l’ennesimo coprifuoco imposto da mio padre.
Mi strinse fra le braccia e mi aiutò a sedermi “Scusami Bella, mi spiace di averti fatto star male ma, lo sai come sono fatto, se mi lanciano una sfida non so resistere!” sorrise e si voltò verso Alice, appoggiata alla sua Porsche gialla che se ne stava imbronciata a guardarci, dato che aveva perso la gara contro Edward..
Ad un certo punto lo vidi irrigidirsi davanti a me, potei vedere i suoi muscoli contrarsi sotto la sua pelle bianca, annusò l’aria e fece una smorfia contrariata, io sorrisi felice, credevo di capire “è tornato Jacob!!” urlai felice.
In un lampo Alice sfrecciò verso di me e mi si parò davanti “no Bella, molto peggio” io cominciai a preoccuparmi ma, quando ero accanto a lui era difficile, poi vidi la paura disegnarsi su volto di Alice si volto verso Edward e lui sfrecciò in casa,io non capivo ma quando lui tornò col corpo di Charlie pieno di sangue tra le braccia io svenni all’istante.
Mi risvegliai sul divano di pelle di Edward con lui accanto a me, il suo volto sereno mi tranquillizzò, poi cominciai a ricordare perché mi trovavo li “Charlie!!” urlai lui mi posò una mano sulla fronte e prese ad accarezzarmi il volto mentre piccole lacrime iniziarono a scendere sulle mie guance sbiancate per la paura “Sta bene” mi sussurò “Carlisle si sta prendendo cura di lui, ha perso molto sangue ma, ora, è fuori pericolo” disse dolcemente io non mi tranquillizzai, avevo paura “Edward ti prego, voglio vederlo!” lui annuii dolcemente e con una grazia indescrivibile mi sollevò dal divano mettendo le mie braccia intorno al suo collo e in un lampo mi trovai nella stanza di Carlisle, dove ora c’era anche un letto.
Charlie dormiva beatamente su quel grande letto, con una flebo al braccio e vari sondini sul corpo immobile.
Carlisle era accanto a lui e stava controllando alcuni schermi accanto al letto di Charlie, si voltò appena ci sentì entrare “Oh Bella Edward venite!” esclamò tranquillo, io cercai di parlare ma nemmeno una sillaba riuscì a uscire dalle mie labbra .
Edward mi mise a terra io riuscii a stare in piedi, meravigliandomi di me stessa. Raggiunsi il letto di Charlie e portai le mie mani sul suo volto stanco, dormiva beato col sorriso sul volto segnato dalle rughe… Sul suo collo notai una cicatrice argentata simile alla mia… Mi voltai verso Edward “Che è successo?” chiesi preoccupata, con un filo di voce
Lui mi sorrise e mi aiutò a sedere su un divanetto di pelle chiara che non avevo notato prima “Bella, ti stanno cercando…” esclamò con una certa preoccupazione “Chi? Victoria non è morta?!” chiesi preoccupata lui sorrise “No no amore mio, di lei non dobbiamo più preoccuparci ma, vedi, i Volturri si sono ricordati di te e sono venuti a cercarti ma, seguendo la tua scia, hanno incontrato quella del povero Charlie, per fortuna l’abbiamo scoperto in tempo e quando oggi sono entrato in casa tua l’ho fatto scappare e siamo riusciti a salvare Charlie!” esclamò, io annuii “Quindi?” chiesi.
Lui mi guardò timoroso “Alaska!” esclamò, io lo guardai e capii tutto, la fuga che significava la mia trasformazione, la perdita della mia anima “Capisci Bell, qui non possiamo più stare… Noi partiremo subito con Alice, Jasper, Emmett e Rosalie, qui rimarranno Carlisle ed Esme, a curare Charlie e avviseranno il clan di Tanya che manderà qualche membro a controllare la zona, che con la tua scomparsa non dovrebbe più avere problemi!” ammise io annui…
Ecco ora sapete perché mi trovo a sfrecciare nei boschi con lui…